Banca di Piacenza

L’agenzia DI BORGONOVO VAL tidone

Si tratta di un intervento di carattere continuativo rispetto a quelli già eseguiti per la sede centrale della Banca di Piacenza e per le varie agenzie in cui lo Studio Ponzini da oltre due decenni è consulente della progettazione.
L’agenzia rappresenta una variante dell’immagine precedentemente proposta per la Banca, poiché introduce nuovi materiali, proponendo nuove soluzioni più attuali per un approccio di relazione tra la clientela e la Banca stessa. A cominciare dalla proposta del bancone di accoglienza (elemento oggi spesso abbandonato). Mantenere continuità con la tradizione che mette di fronte cliente e funzionario aiuta il rapporto di fiducia.
Massima attenzione quindi al legame con il territorio, nel rispetto della Pianura Padana ai piedi delle
colline piacentine, della sua luce e del suo paesaggio; vengono qui introdotti il legno e la luce artificiale, pur nell’attenzione al risparmio energetico tramite l'utilizzo di led e lampade fluorescenti, che diventano occasione per creare effetti suggestivi e accoglienti. Il progetto ha inizio dall’esterno, dall’integrazione della vecchia agenzia con un nuovo edificio con essa confinante, acquistato dalla banca per ampliare gli spazi adeguandoli alle necessità che si manifestavano. Il rapporto tra le facciate è stato il primo punto affrontato; il progetto infatti, pur ricercando il dialogo, ha voluto evidenziare le differenze, manifestando le diversità dei periodi d’intervento, dal punto di vista
sia formale sia cromatico. Infatti, mentre la facciata della sede preesistente era su tinte neutre, la nuova parte affiancata è stata colorata con la tinta tipica della terra piacentina e con quella dei suoi mattoni.Terra piacentina che la fornace RDB, con sede a Borgonovo,
ha reso famosa nel mondo, ovunque questi mattoni siano stati esportati. Per ottenere un “nuovo ordine di facciata” si è proceduto con il rivestimento realizzato in mattoni faccia a vista tipo “Borgonovo”. Una ristrutturazione al fine di fornire uniformità di contenuti e fruizione maggiore da parte della clientela attraverso la realizzazione architettonica, un ampliamento degli spazi destinati alla consulenza e al rapporto personale, sempre più nella sfera di “Banca Amica”, favorito anche dal linguaggio di progetto inteso come servizio.
Per raggiungere un corretto equilibrio, il progettista ha inteso creare un grande spazio iniziale nel quale sono stati impostati arredi progettati dallo stesso Studio Ponzini e che fungono da filtro tra gli spazi fruibili dal pubblico e quelli dei dipendenti della banca. La riorganizzazione degli ambienti è avvenuta con demolizioni di frammenti di muro, costruzione di bagni, ricostruzione del vano scala, inserimento di una piastra elevatrice e di una scala a “chiocciola” in ferro per accedere all’archivio al secondo piano. Inoltre si è dovuto procedere alla demolizione di piccoli corpi di fabbrica sul retro dell’edificio per realizzare un’unica e ampia corte privata ridisegnata con pietre e mattoni. Il progetto ha previsto la valorizzazione dei prospetti in seguito alla regolarizzazione delle aperture attraverso leggere demolizioni e tamponamenti; il basamento dell’edificio è stato rivestito in marmo,
mentre l’intonaco ai due piani superiori è stato trattato a bugnato con tinteggiatura ai silicati per agevolare la respirazione della muratura ottocentesca dell’edificio inglobato.

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