Una residenza nella campagna piacentina

Una certa predisposizione a vivere in villa ha creato in passato una nuova feconda stagione tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, con l’esplosione del fenomeno dell’eclettismo e del cottage all’inglese. Dopo la metà del XX secolo, questa spinta ha subìto un arresto in virtù dell’abbandono delle campagne; il tema del riuso ha però ridato impulso all’architettura, e il progetto della “villa nel paesaggio” ne è diventato prezioso riferimento, dove la Pianura Padana è testimone. E questo progetto ne è interprete. Considerato il complesso rurale in cui questo vecchio capannone era inserito, l’idea progettuale dell’architetto Ponzini è stata quella di poter completare l’edificazione esistente attraverso una costruzione nella logica del green building, in cui si possano soddisfare i bisogni paesaggistici mimetizzandosi nel luogo, e soddisfacendo le necessità della famiglia che su tale terreno ha bisogno di costruire altre due abitazioni per i propri figli. La proposta prevede l’ampliamento di una villa esistente, realizzata nel 2005 da Ponzini, con un’architettura moderna la cui forma centrica, nell’allontanarsi dagli schemi compositivi degli impianti rurali vicini, determina un punto di polarizzazione rapportabile alla “casa a torre”, la cui tipologia è pure ricorrente nel più ampio contesto della zona. Il progetto propone due nuovi fabbricati residenziali e non può non tener conto della villa a impianto centrico, nell’intento di stabilire delle relazioni aperte su un’ampia raggiera, nel tentativo di compenetrare lo spazio pianeggiante privo di ostacoli. Il lotto dell’area insediabile è di forma rettangolare, stretta e lunga; i nuovi inserti sono stati definiti in modo che da un lato si leghino alla figura centrica della villa preesistente, e dall’altro delineino degli schermi colonnati semitrasparenti, attraverso i quali si avverte la presenza della costruzione stessa e del complesso Campo Madonna. Si tratta perciò di due edifici monofamiliari, uniti da una copertura sinuosa che si allarga e si stringe in corrispondenza del suo baricentro, formando un porticato con andamento curvilineo, che dapprima si affaccia verso est, in corrispondenza del primo
edificio, per poi aprirsi sui due lati e quindi orientarsi verso ovest, in corrispondenza del secondo edificio intercettato. Il ritmo dei pilastri si dirada per poi intensificarsi al centro del sistema, stabilendo una nuova relazione con le preesistenze del luogo. Inoltre, si è anche tentato di mantenere una continuità tra la copertura dei porticati e quella dei volumi abitati, continuità che consente di fare emergere il segno della sinusoide avvolgente che lega i due fabbricati in argomento con la villa preesistente, sia in pianta che in alzato. Le dimensioni e l’altezza dei due nuovi edifici non superano quella della struttura esistente. Le scelte dei materiali e delle nuove tecnologie tengono conto del contesto ambientale, creando un edificio capace di mettere in relazione i caratteri costitutivi rurali della campagna piacentina con le moderne tecniche costruttive della villa più recente.

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